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P.O.M. 94/99

Area attrezzata per le imprese
Ricerca lavoro sommerso

RICERCA SUL LAVORO SOMMERSO

Il lavoro di ricerca sul campo commissionato alla Fondazione Censis, ha avuto lo scopo primario di appurare ed evidenziare, ove possibile, la ‘non convenienza’ dello stato di illegalità delle aziende sommerse, con il fine ultimo di individuare per le stesse possibili percorsi di emersione. I risultati prodotti sono stati molteplici con dati estremamente significativi, espressione di una realtà territoriale estremamente complessa e dove il peso dell’economia sommersa ‘costituisce più che un anomalia, un elemento strutturale del sistema’. Esiste in pratica un’illegalità diffusa in tutti i settori economici con diverse forme di ‘sommerso’ che acquisiscono forme tipiche in relazione della tipologia di attività svolta (agricoltura, attività manifatturiere e di servizi).

Oltre alla situazione di ‘sommerso totale’ caratterizzata da un’attività produttiva non iscritta alla Camera di Commercio e né in possesso di una posizione IVA nonostante l’impiego anche di 10/15 addetti, si individuano nell’area territoriale molteplici situazioni di semi irregolarità che riguardano le imprese visibili e regolarmente registrate.

Il caso del tessile ed abbigliamento è diventato emblematico, in soli 10 anni il comparto nei quattro Comuni è cresciuto del 400%, passando dalle sette unità del 1991 alle 38 registrate e attive del 2000. Quasi tutte realizzano una produzione esclusivamente a ‘façon’ per conto di altre imprese. Il comparto, stando ai dati ufficiali, occupa solo 12 addetti su 38 unità produttive; ben 31 aziende sono costituite da ditte individuali.

Il settore tessile ed abbigliamento, stando anche alle interviste effettuate nel corso dell’anno 2001 dal Censis sul territorio, si presenta, però, molto più dinamico grazie all’esistenza di circa 40 laboratori di abbigliamento/sartoria non registrati, alcune di queste anche con molti dipendenti, soprattutto donne.

SETTORE TESSILE: i dati ufficiali

Distribuzione delle unità locali nei comuni di Casapesenna, Casal di Principe, S. Cipriano,Villa Literno, nel settore tessile, abbigliamento e calzaturiero, per classe di addetti, 2000

dati settore tessile

SETTORE TESSILE: la realtà

Per avere un’idea sulla dimensione del problema basta pensare che nel corso di controlli effettuati nel corso del 2000 dal Servizio ispezione del Ministero del lavoro di Caserta in 5 aziende della zona, regolarmente registrate, su 96 lavoratori controllati, ben 52 non risultavano registrati e con la presenza di sei minori, di cui 2 quattordicenni per i quali vige il divieto assoluto di impiego.

Stando alle stime fornite dal Censis, complessivamente il numero dei lavoratori sommersi coinvolti nelle attività legate al tessile abbigliamento nei quattro comuni potrebbe raggiungere le 600 unità, abbastanza equamente ripartite tra imprese emerse e sommerse.

Alla luce delle caratteristiche socio economiche e produttive del territorio la proposta operativa della Fondazione Censis è quella di attivare un ‘Centro di sviluppo e sostegno per le imprese e per il lavoratore’. In pratica il Centro dovrà assumere la duplice funzione di assistenza:

1. alle imprese locali, al fine di individuare nuovi mercati di sbocco, eliminare l’imprinting del contoterzismo a basso prezzo, creare marchi collettivi di qualità nel settore agroalimentare ecc...;
2. ai lavoratori ed anche ai giovani in cerca di prima occupazione, al fine di cercare di concentrare all’interno della struttura le funzioni di orientamento, formazione e consulenza.

riepilogo lavoro sommerso

Gli interventi realizzati
al 30/9/2001:
il progetto
scuola
il territorio
i risultati
oltre il POM
studi e ricerche
infrastrutture sociali
sviluppo produttivo
diffusione della legalita'
sensibilizzazione
progetti che stiamo avviando
 

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