
03.02.2014 - Fabio Mencocco.
Censire il territorio dell'agro aversano, inserito nel contesto della Terra dei fuochi, per certificare i terreni non inquinati, da quelli contaminati. E' questa una delle richieste che da tempo fanno gli agricoltori di Casal di Principe, Villa Literno e degli altri paesi limitrofi. Una richiesta che ora può diventare realtà grazie al protocollo d'intesa stipulato tra, il Dipartimento di Salute pubblica della Federico II di Napoli, il consorzio Agrorinasce, che rappresenta nove comuni casertani ed il Comune di Villa Literno, che per primo ha voluto aderire a questa iniziativa e rendere il protocollo già operativo. Ogni ente, infatti, avrà la facoltà di organizzarsi autonomamente per far effettuare sulla propria area di competenza analisi su «acqua, terreno e prodotti finali» dice la dirigente del Dipartimento, Maria Triassi che aggiunge: «Quello voluto dai comuni è un sistema di autocertificazione e di ricerca della qualità di prodotti che troppo spesso, vengono marchiati come contaminati». L'impatto mediatico che ha avuto la questione Terra dei fuochi, sembra essere uno dei principali fattori che hanno inciso sulla riduzione delle vendite dei prodotti casertani sui mercati nazionali ed internazionali. Le analisi permetteranno di effettuare «una mappatura del territorio, che sarà utilissima per dare una risposta concreta ai cittadini ed anche per certificare la bontà di frutta e ortaggi coltivati» dice la professoressa Triassi che aggiunge: «Il dipartimento effettuerà le analisi tenendo conto delle esigenze di ogni singolo Comune», così da poter dare una risposta ancora più incisiva. I controlli cominceranno proprio da Villa Literno, dove il sindaco Nicola Tamburrino, ha voluto essere il primo a rendere operativa la convenzione per tutelare in questo modo gli agricoltori che si apprestano ad effettuare la semina dei pomodori, ovvero uno dei prodotti maggiormente esportati in tutta Italia e non solo. «Dopo mesi di lavoro finalmente possiamo iniziare a dare delle risposte concrete ai nostri cittadini. Inizieremo subito con delle analisi sui pozzi artesiani per individuare eventuali contaminazione e trovare soluzioni, congiuntamente con gli organi regionali e ministeriali» dice l'assessore Valerio Di Fraia, che ha seguito in prima persona la stipula dell'accordo. In attesa che anche altri comuni del consorzio aderiscano all'iniziativa, sarà proprio Agrorinasce ad avviare una serie di analisi presso sessanta terreni e beni confiscati alla camorra: «Per alcuni di questi terreni sono state già svolte analisi da parte dell'Arpac, ma abbiamo deciso di effettuarne delle ulteriori così da garantire la massima trasparenza» fa sapere l'amministratore delegato del consorzio, Giovanni Allucci. Unitamente alle attività di controllo, il consorzio, in collaborazione con gli altri comuni effettuerà attività formative e culturali, come corsi di specializzazione ed alta formazione, oltre che convegni, dibattiti e mostre fotografiche inerenti alla materia ambientale. Le attività si svolgeranno principalmente sui beni confiscati tra Villa Literno e Santa Maria la Fossa. F.M.

Articolo da "Il Mattino" del 06 Febbraio 2014.pdf



