Il prossimo 29 Marzo 2014 si svolgerà, presso il Parco della Legalità / Teatro comunale di Casal di Principe, la "Seconda edizione della GIORNATA ANTIMAFIA" organizzata dal Liceo Scientifico E.G. Segrè di San Cipriano d'Aversa, Agrorinasce e l'associazione Work in progress.

agro_mk

E’ il coraggio il filo conduttore della seconda giornata antimafia organizzata dai ragazzi del liceo scientifico Gino Segrè, di San Cipriano d’Aversa. Nella mattinata presso il teatro della Legalità di Casal di Principe, i rappresentanti d’istituto, Gianluca Pagano, Salvatore Petrillo e Bartolo De Rosa, hanno organizzato la proiezione di Fortapasc; il film di Marco Risi in cui si racconta la storia di Giacarlo Siani, giornalista de Il Mattino, ucciso a causa del coraggio dimostrato nel pubblicare verità scomode, su politici e camorra. Ecco il primo esempio di coraggio, che si ricongiunge a quello mostrato da don Peppe Diana, prete di Casal di Principe, anch'egli ucciso per mano della criminalità organizzata.

 

Proprio per ricordare don Peppe i ragazzi prima del film, hanno letto uno degli scritti del prelato casalese, su cui c’è stata anche una riflessione da parte delle centinaia di studenti, che si sono confrontati anche sulla questione Terra dei fuochi. Un incontro quello di questa mattina, che assume un valore ancora più importante, poiché è organizzato interamente dai ragazzi senza l’aiuto della scuola, che è stata solo invitata all’evento, come spiega lo stesso Pagano: “Da due anni vogliamo dare un segnale di cambiamento ed è per questo che ci impegniamo nell’organizzazione di eventi simili. Parlare di camorra e di denuncia forse fino a qualche anno addietro era impensabile, ora invece riusciamo a dare un segnale forte anche in questo modo”. Partner d’eccezione dell’evento sono stati il Agrorinasce, consorzio impegnato nella gestione dei beni confiscati sul territorio e i ragazzi dell’associazione Work in progress.

 

 

 

 

 

 

Ecco la lettera letta dagli organizzatori prima della proiezione del film presso il Teatro della Legalità:

Un diritto, il diritto alla vita, il più importante di tutti!Questa è la nostra terra, una terra che ha dato da mangiare e da vivere a tante generazioni.Ma poi qualcosa cambia, quello che era fertile e vitale diventa, nel giro di poche decine di anni, marcio e avvelenato, la terra che aveva dato la vita semina morte, diventando una terra dove si muore di cancro e di leucemia più che altrove!Le istituzioni, apatiche più che mai, forse consce del fatto di essere complici alla pari della camorra, sembrano farla da spettatore... sembrano farla da spettatori perché dichiarare illegale appiccare un incendio non è la risposta opportuna a tale scempio. Ignorando che l’inferno sia salito in terra e che gli stessi cittadini subiscono sulla loro pelle il dolore di lutti causati dallo stesso male!Cosa aspettarsi quando si è consci del fatto che morire di vecchiaia è un lusso e che la gente non chieda più la causa della morte, ma quasi fosse normale, la parte del corpo colpita dal “male”! Si, perché in verità non si ha nemmeno il coraggio di pronunciare la parola TUMORE.Noi non possiamo tirarci indietro, incolpare solamente la camorra e le istituzioni colluse di questo scempio ambientale diventa troppo facile.Dobbiamo immaginare che la camorra e il forte senso di omertà della gente di queste terre siano come due ruote dello stesso asse di un carro, avanzano contemporaneamente. Più cresceva la smania di potere delle maggiori famiglie di spicco del clan e più la gente aveva terrore. Un terrore che non permetteva loro di reagire, di ribellarsi, alla loro ingiusta condanna a morte! Un terrore che incatenava il coraggio di tutte le generazioni! Oggi si muore a 7, a 18, a 30 anni e beato chi ci arriva a 80 anni, per lo stesso motivo; un TUMORE!La parola coraggio è molto interessante: viene dalla radice latina cor, che significa cuore; quindi essere coraggiosi significa vivere col cuore. Non puoi ricercare la realtà, se non sei coraggioso. Non puoi essere fiducioso, se non sei coraggioso. Non puoi essere veritiero, se non sei coraggioso.D'altronde il coraggio è il prezzo che la vita esige per l'assegnazione della pace.Lo stesso coraggio che, in queste terre, hanno avuto poche persone.Assistiamo impotenti al dolore di tante famiglie che vedono i loro figli finire miseramente vittime o mandanti delle organizzazioni della camorra.[...] La camorra oggi é una forma di terrorismo che incute paura, impone le sue leggi e tenta di diventare componente endemica nella società campana. I camorristi impongono con la violenza, armi in pugno, regole inaccettabili[...]scontri tra diverse fazioni che si abbattono come veri flagelli devastatori sulle famiglie delle nostre zone; esempi negativi per tutta la fascia adolescenziale della popolazione, veri e propri laboratori di violenza e del crimine organizzato.[...]Questo è quanto ebbe il coraggio di raccontare Don Peppino Diana, ucciso dalla camorra il 19 Marzo del 1994, ebbe il coraggio di reagire... di reagire all'omertà di queste terre, in un periodo in cui il malaffare camorristico toccava gli apici e pensare ad un paese senza essa diventava quasi un miraggio utopico.. ebbe il coraggio di reagire perché non gli stava bene che i suoi cari, la sua gente, il suo popolo dovessero subire inermi il sopruso della Camorra e della sua mentalità fortemente radicata.La sua vocazione di raccontare il vangelo lo spinse ad applicare concretamente quella che era la sua reale volontà; difendere il suo popolo denunciando attraverso un documento quello che in realtà la gente e le istituzioni sapevano ma non dicevano. La stessa vocazione di raccontare, denunciare; vocazione propria di un giornalista, Giancarlo Siani, ucciso dalla camorra il 23 settembre del 1985, ucciso perché in quegli anni quando una persona diceva qualcosa che alla camorra potesse dar fastidio, doveva pagare a caro prezzo! E’ grazie a persone come Don Peppino Diana e come Giancarlo Siani, che le cose stanno cambiando, si le cose stanno cambiando, e non sono ancora cambiate del tutto. C’è bisogno di un costante impegno, del nostro  impegno! Che sia senza tornaconto, perché l'antimafia a pagamento ha nel suo intrinseco un qualcosa di camorristico! C'è bisogno di un impegno che sia obiettivamente mirato a far risorgere la nostra Terra, una terra ormai martoriata e stuprata, ma se quest'impegno viene meno, beh! Non lamentiamoci al prossimo morto di tumore...  il tumore, in realtà, gliel'abbiamo causato noi! La nostra omertà!


 
ceda
monitoraggio civico territoriale